Auguri di buon anno!!!

2017 – 2018 – Newsletter n.10 CSA I Fontanini

La CSA si riunisce il 13 gennaio a Rimaflow…

Verbale dell’incontro del 17 dicembre 2017 ad Eterotopia

Sono stati presi in considerazione i diversi punti di vista delle persone che erano presenti all’ assemblea ( meno della metà). Le ipotesi emerse sono state:
– anticipare le quote 2018 interamente in modo da coprire il disavanzo 2017
– allargare il numero di soci e investire le quote sociali in ciò che avevamo già stabilito nell’ ultima assemblea ( tunnel, impianto di irrigazione,…)
– fare un versamento straordinario per coprire le voci di costo che devono essere coperte entro il 2017
– lavorare di più sul territorio vicino ad Eterotopia, organizzando eventi ed iniziative di sensibilizzazione al progetto
– costituirsi come cooperativa: su questo Cristina e Lia hanno raccolto informazioni dettagliate e Vincenzo ha presentato un’ ipotesi di lavoro (leggetela più sotto) da discutere alla prossima assemblea, da tenersi in RIMAFLOW, sabato 13 gennaio, dopo il corso sull’ agricoltura bío.

PROPOSTA per modello di proseguimento per la CSA Fontanini

La proposta tiene conto delle diverse posizioni espresse nella discussione da parte dei/delle soci/e e prova a individuare un modello associativo/cooperativo e funzionale in attuazione di quanto deciso nelle ultime assemblee.

Costituzione della Cooperativa CSA Fontanini

Non tutta l’assemblea ritiene matura la costituzione di una cooperativa in tempi brevi, sopratutto in relazione al piano di equilibrio economico (oggi non raggiungibile a causa del numero insufficiente di soci) e alla necessità di realizzare una maggiore propensione all’impegno diretto da parte di tutti i soci nelle decisioni e nelle responsabilità (sempre più comunità reale).

Nello stesso tempo la costituzione di uno strumento come la cooperativa risulta importante per adempiere al meglio ad alcune esigenze relative sopratutto al rapporto coi soci lavoratori, ma non solo.

Una ipotesi può essere quella di costituire una cooperativa per il momento con “chi ci sta”, che funzioni come la CSA per le quote che riesce a raggiungere e che abbia una funzione di servizio all’insieme della CSA, in particolare per quanto riguarda assunzioni e pratiche fiscali.

Inoltre, attraverso le quote sociali, costituisce il capitale sociale, che va però inderogabilmente destinato agli investimenti ritenuti necessari e mai utilizzato per le spese correnti.

Il bilancio dovrà quindi prevedere degli avanzi di gestione che andranno ad ammortizzare gli investimenti ripristinando il capitale sociale.

La cooperativa CSA Fontanini contribuirà ai costi di produzione per la parte corrispondente al suo numero di soci,  i quali, quindi, verseranno sia le quote di adesione come fatto finora, sia le quote sociali in quantità minima da definire e secondo le proprie decisioni/possibilità individuali.

Essendo necessariamente una cooperativa agricola, occorrerà stare alle normative previste in proposito e quindi dovrà necessariamente avere tra i propri soci i lavoratori/trici agricoli/e

Associazione CSA Fontanini

Gli attuali soci della CSA che non ritengono di aderire momentaneamente alla cooperativa, ma vogliono continuare l’esperienza della CSA, costituiscono l’associazione CSA Fontanini, aderendovi formalmente, senza più l’intermediazione del DESR (non più necessaria) e dando vita agli organi associativi funzionanti.

Il modello di funzionamento dell’Associazione CSA Fontanini rimane analogo a quello attuale. I soci versano le proprie quote e il ricavato sarà poi destinato a pagare le fatture emesse dalla Cooperativa CSA Fontanini, configurandosi necessariamente una relazione di preacquisto degli ortaggi.

Copertura dei costi di produzione

I costi correnti di produzione (esclusi gli investimenti ) saranno quindi coperti dalle quote dei cooperatori con modello simile all’attuale e dalle quote dei soci dell’associazione.

Essendo allo stato insufficienti i soci totali per coprire detti costi, è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO darsi l’obiettivo di raggiungere almeno 55 quote intere (oggi siamo sotto le 45), corrispondenti alla produzione disponibile attualmente, entro un tempo breve e ultimativo.

Basterebbe che un socio ogni quattro coinvolga un nuovo socio e/o che le attuali mezze quote valutino l’opportunità di passare  a quota intera o un mix di queste possibilità.

In attesa del raggiungimento di questo obiettivo (che ci diamo da tempo, ma che non raggiungiamo), questa volta in termini ultimativi e perentori, va fatto fronte alle esigenze di liquidità attraverso gli anticipi quote su base annuale o come da possibilità dei soci.

La produzione deve essa stessa aumentare fino al raggiungimento di almeno 65/70 quote intere.

La produzione attuale (eccedente rispetto ai soci attuali) e quella futura, se eccedente rispetto alle esigenze dei soci, va messa sul mercato (naturalmente esclusivamente contadino o solidale) fino al raggiungimento della copertura dei costi, raggiunti i quali andrà messa a disposizione di fasce di reddito basse con modalità di adesione congrue rispetto alle situazioni individuali.

Modalità organizzative CSA

In attesa della prossima assemblea, prevista per il 13 gennaio, i referenti/delegati dei gruppi di consegna e dei gruppi di lavoro (il cui insieme costituisce una sorta di coordinamento CSA provvisorio in attesa della costituzione degli organi di cooperativa e associazione) devono, per l’assemblea, raccogliere le opinioni dei soci di riferimento sia rispetto al modello proposto sia alla loro specifica collocazione nei due ambiti.

Sintesi operativa del modello

In pratica il modello si propone sia fatto di

– una cooperativa agricola di servizio alla CSA che copre una parte dei costi di produzione, che gestisce la parte amministrativa e “commerciale” e che gestisce gli investimenti attraverso il capitale sociale RIGOROSAMENTE ripristinabile attraverso gli avanzi di gestione e gli ammortamenti

– un’associazione di pre-acquisto dalla cooperativa, che copre un’ulteriore parte dei costi di produzione e a cui la cooperativa fattura le cassette

– un insieme di sbocchi per la produzione eccedente con dei referenti che si preoccupano di gestirla

(questa quota deve essere assolutamente minoritaria e provvisoria), che copre la parte restante dei costi di produzione. Gli sbocchi devono ESCLUSIVAMENTE essere mercati realmente contadini, circuiti di economia solidale, mense sociali, fasce deboli inserite in CSA alle condizioni possibili.

– uno staff che coordini le acquisizioni di nuovi soci nei tempi stabiliti perentoriamente

–  gruppi di lavoro che devono funzionare, sostituendo immediatamente i soci che non hanno il tempo né di seguirli nè di gestirne le fasi operative nei tempi e nei modi stabiliti, passando quindi da uno stato di DOPOLAVORO SECONDARIO PRESSAPOCHISTICO ad uno di LAVORO DI SCRUPOLOSA  PRIORITA’ (magari assieme ad altre, ma di concreta priorità)

Vincenzo

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.