Come è andata a Genuino Clandestino Abruzzo?

Sentiamolo da loro, i produttori che aderiscono a questo movimento per la lotta contadina e l’autodeterminazione alimentare (ma anche artigianale)

UNA COMUNITÀ DI EGUALI…

A distanza di due settimane che ci sono servite per far decantare la bella stanchezza e la tanta emozione, vorremmo condividere con voi che seguite il nostro progetto e lo sostenete attivamente, ciò che per noi è stata questa esperienza, frutto di mesi e mesi di preparazione, e svoltasi in tre giornate intense e meravigliose. 
Tre giornate intere completamente plastic free, in cui ognuno ha aderito al principio di cittadinanza attiva, lavando il proprio piatto con il nostro sapone naturale, piatti bellissimi tra l’altro, donati dalle nostre nonne.

Siamo fieri di aver prodotto una sola busta di rifiuti in tre giorni accogliendo più di 500 persone per ogni pasto, cucinando piatti con i sapori della nostra terra d’Abruzzo, utilizzando solo ed esclusivamente materie prime prodotte da noi o da persone che perseguono un agricoltura e una produzione alimentare e artigianale naturale e rispettosa della terra e dell’uomo.
Siamo felici di poter dire che abbiamo comprato al supermercato soltanto il sale. 
Abbiamo assaporato i tortellini bolognesi fatti come da tradizione, con il calore delle mani nude, abbiamo orgogliosamente raccontato come facciamo quello che facciamo, dall’inizio alla fine.

Abbiamo portato cultura, tradizione ed un modo diverso di vendere e comprare, con più di 40 banchi accorsi dal Friuli, dalla Toscana, dall’Emilia, dalla Sicilia e da tutta Italia, ad un’area che è stata luogo di ritrovo per chi di noi è lancianese ed era adolescente tra gli anni ’80 e 2000, e lasciata pulita come l’abbiamo trovata.
Persone giovanissime o un po’ più mature, che hanno scelto di lavorare per vivere in un modo più pulito, più sentito, più gentile e più grato.

Abbiamo portato arte e cultura, con le mostre fotografiche sui mulattieri, sul glifosato, sui luoghi delle lotte sociali per la difesa del territorio, della salute e della libertà, e poi con i documentari, sulle tabacchine, sulle proprietà collettive, sulla nostra “Piazza della Verdura”, e con il teatro delle antiche legende abruzzesi.

Abbiamo approfondito nei tavoli tematici e tecnici, gli argomenti più disparati, dalla permacultura all’educazione, dall’epigenetica alla garanzia partecipata, dall’ecologia all’erboristeria, abbiamo imparato cose nuove su come fare la birra con le nostre materie prime, come difenderci dai nuovi schiavismi, come coltivare un uliveto o ostacolare il dissesto idrogeologico, con il contributo di professionisti da tutta Italia.
Abbiamo partecipato tutti come fossimo a casa, dunque con il rispetto per il posto vissuto realmente come spazio sociale autogestito.

Abbiamo messo insieme tante teste e tanti cuori con fluidità, collaborando in uno spazio comune, un bene comune. 
E grazie per questo a Zona22 che ci ha aperto le porte e accolto con tanta fiducia, a Largo Tappia che ci ha sostenuti, un grazie sentito va anche al movimento nazionale del Genuino Clandestino…
Dovremmo e potremmo dire tanti Grazie. Tanti ce ne siamo detti. 
Un caro grazie è anche a voi, fruitori e fruitrici, sostenitori e sostenitrici, che siete con noi parte attiva e in questo gruppo coeso che crede e fa al meglio che può.

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