Orto condiviso a Baggio

L’iniziativa si muove all’interno del più esteso progetto di “un orto a Milano” e alla partecipazione al bando QuBi di Fondazione Cariplo e Peppino Vismara per conto del comune di Milano, alla cascina Linterno.

E’ partito il progetto partecipato di soggetti formali ed informali sul terreno di pertinenza della cascina Linterno e del suo conduttore Mauro Veca.
Si tratta di un terreno di quasi due ettari che insiste a ridosso della cascina al margine est del Parco delle Cave.
Il terreno presenta i segni del tempo e delle attività che si sono succedute negli anni. Alcune aree, infatti, presentano una superficie attualmente non coltivabile e necessaria di bonifica. Si è pensato di suddividerla in appezzamenti con differenti modalità di coltivazione per rispettare la rotazione degli stessi ed il rispetto delle fasi di produzione.

L’idea della coltivazione “in proprio” o “pre-acquistata” dal produttore ha fatto sorgere la spontanea necessità di rivolgere il progetto ad uno scopo, tra gli altri, di solidarietà fattiva. Il bando a cui ci siamo rivolti, come soggetti operanti sul territorio, è rivolto alle reti di quartiere che si occupano di povertà infantili, ma non solo: infatti, quando si trattano problemi di questa portata, non ci si sofferma solo sulla semplice carità che, anzi, sempre di più è strumento delle politiche finanziarie che tendono a spersonalizzare la politica rendendola oggetto di iniziative individuali che in ogni caso non inficino le dinamiche nefaste dei prodotti del capitalismo.

Il progetto, invece, tende a produrre coscienza critica, positiva, sulle possibilità di autogenerare benessere, attraverso la capacità di ciascuno di organizzarsi a coltivare beni primari reali o immateriali. Mai, come in questa fase storica, è fondamentale pensare alla produzione, all’alimentazione ed all’ecologia come ad un’azione coordinata nella coltivazione della terra secondo criteri biologici e biodinamici rispettosi dell’ambiente e del modo di coltivare.

Il progetto prevede al momento tre azioni ideate per infondere consapevolezza in chi le pratica, che abbiamo chiamato: cassetta sospesa, acquisto solidale e orto condiviso. Nel primo caso, chi si reca in cascina al mercato del sabato, potrà lasciare un contributo economico al fine di permettere di generare una serie di cassette di verdura e frutta che verranno poi distribuite a famiglie in difficoltà segnalate dai servizi sociali di zona oppure da altre associazioni che già da tempo operano nel settore della “spesa solidale”. In questo modo si tenta di raggiungere coloro che si trovano momentaneamente o strutturalmente in affanno economico e sociale fornendo cibo di qualità, biologico, non di scarto o d’avanzo. Inoltre, si agganciano tutte quelle realtà che rappresentano il vero nodo del sistema in cui viviamo ed operiamo, per esprimere politicamente il senso delle azioni che compiamo.

Nel secondo caso, con il contributo delle fondazioni, si potranno acquistare prodotti orticoli da produttori certificati e conosciuti da distribuire alle famiglie: nel tempo, grazie all’intervento di operatori della LILT (Lega Italiana Lotta ai Tumori), le stesse famiglie e tutti coloro che frequentano il mercato, potranno accedere alle informazioni utili per consumare con consapevolezza i prodotti che verranno distribuiti al fine di accedere alla conoscenza finalizzata all’esercizio di un’alimentazione sana e che previene le malattie.

Nel terzo caso, si intende coinvolgere, nella produzione, coloro che fruiranno delle cassette ma non solo: chiunque sarà interessato a sperimentare la produzione in prima persona potrà farlo. Crediamo che l’esperienza di coltivare direttamente un pezzo di terra, liberandolo dall’incuria e dalla proprietà nel territorio in cui si vive sia importante perché infonde la consapevolezza che una via d’uscita al consumo acritico è possibile, occorre solo effettuare una scelta di campo differente.

E’ quindi il processo del consumo alternativo che deve essere interiorizzato prima e praticato poi, che ci consente di arrivare ad indicare una via diversa che è fatta anche di relazioni umane non più mediate dal concetto individualista di società ma, al contrario, di approccio condiviso e collettivo. Solo così è possibile, secondo la nostra visione, cambiare i rapporti di forza esistenti.

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